Sito dedicato alla beata Eugénie Joubert

"28 anni di sorriso”

           In francese

Beata Eugénie, parlaci dell'infanzia spirituale!

Parte 7

È dunque straordinario che lo Sposo voglia parlare con la sua sposa?”

Dalla festa del Sacro Cuore del 1902 in poi, suor Eugénie Joubert sembrava aver ricevuto un dono speciale di amore e intimità con Gesù.

Era molto discreta sulle sue “visite” al Signore, che sperimentava in modo sensibile.

Tuttavia, era abbastanza sconcertante da indurla a confidarsi con la sua superiora, Madre Marie-Ignace. La superiora la rassicurò e le chiese di scrivere questi scambi spirituali. Questo ci dà la grazia di unirci a lei nell’apprendimento dei consigli divini.

Il suo diario ci offre uno spaccato della sua storia d’amore sempre più profonda con Gesù.

Vale la pena sottolineare che nello stesso periodo (marzo 1902) la Beata ebbe il suo primo vomito improvviso di sangue, che il medico giudicò innocuo. Nel giugno del 1902, durante il Corpus Domini, era completamente esausta e il medico constatò che i suoi polmoni erano gravemente danneggiati. Trasferita nell’infermeria del monastero, iniziò una nuova vita che la tenne spesso lontana dalle proprie consorelle. In quel contesto si svolse un dialogo intimo tra Gesù e suor Eugénie, di cui riportiamo lunghi estratti.

Per educare la giovane suora all’infanzia spirituale, Gesù l’invitò ad avere una grande fiducia e le fece scoprire quanto la nostra sfiducia ferisca il suo Cuore amoroso.

On the feast of Saint John the Evangelist in 1902, a great desire came over her to approach the Heart of Jesus and to hear, like the beloved Apostle, the beating of that divine Heart:

“Vieni, figlia mia, rispose Gesù, ti parlo io, sono tuo Dio, tuo Sposo. Perché avere ancora paura? Non sono forse sempre infinitamente buono, amorevole, potente e misericordioso? Non aver paura: il cuore a cuore con me purifica e santifica; è divino e divinizza l’anima… Dimentica te stessa: guarda dalla parte di ogni purezza, lasciati rapire dalla mia bellezza, dal mio amore”.  (SEJ p.165)

Gesù invitò anche quella che chiamava “sua figlia” ad abbandonarsi.

Di fronte a ciò che la sua coscienza poteva improverarle, Lui le parlava della sua grande Misericordia:

la strada era aperta; era più spesso sotto forma di parole interiori, molto precise, che arrivavano le grazie dall’alto. Erano conversazioni intime, frequenti e toccanti tra Gesù e lei.

— “Figlia mia, le disse un giorno, lasciami fare ciò che voglio nel tuo cuore: abbandonati senza ulteriori ragionamenti.

— Sì, Gesù, lo voglio con tutta l’anima, rispose suor Eugénie; solo che di fronte a tanta bontà, a tanto amore, resto spaventata… Tu sai bene che ti ho offeso, sai bene che ho sprecato le ricchezze del mio cuore in cose che non erano Te… Non sono che polvere e peccato…

Da tutta l’eternità ho visto i tuoi difetti, la tua infedeltà, e ti ho amata. Non sarò forse libero di amare la tua miseria, il tuo nulla? Non solo ti perdono, ma dimentico tutto, volendo che d’ora in poi tu pensi solo all’amore…”

(SEJ p.166)

E la conversazione continuava, invitando alla completa fiducia, al completo abbandono al Cuore di Gesù.

La fiducia sembrava essere ancora un terreno di scontro. Gesù stava nuovamente esortando la sua sposa. Voleva insegnarle ad amare, ma chiedeva l’abbandono fiducioso!

Notiamo anche la semplicità e l’umiltà infantile con cui la nostra piccola suora rivolgeva a Nostro Signore le sue domande.

“Hai ancora paura di me e mi impedisci di fare ciò che voglio. Il compimento della mia più piccola volontà mi è più gradito e mi dà più gloria della salvezza del mondo intero compiuta da un movimento della volontà stessa. Solo quando tu stessa farai esattamente ciò che voglio, esaudirò anche i tuoi desideri.”

Ma quando iniziarono quelle nuove grazie, suor Eugénie ebbe paura di essere ingannata! Lei stessa lo spiegò a Nostro Signore in uno dei dialoghi:

“Mio Dio, disse, credo nel tuo amore, ma permettimi di dirti un’altra cosa. Sai quanto ho paura di cadere nell’illusione, quanto ho paura dello straordinario!… Voglio andare da Te per la via più comune, fare tutto come le mie consorelle, pensare come loro e non fare nulla che loro non facciano.

— Oh, figlia mia, rispose Gesù, fino a quando rifiuterai di fare ciò che ti chiedo? Sarà dunque straordinario che lo Sposo voglia parlare con la moglie, la madre con il figlioletto (anche se quest’ultimo non la capisce), l’amico con l’amico?   Non sarebbe forse straordinario il contrario? Lasciati trasportare dal soffio dello Spirito Santo, pieno di forza e di dolcezza, proprio come un granello di polvere sulla strada viene portato via dal soffio più leggero. Se mi ami davvero, sarai sempre felice di soddisfare i miei più piccoli desideri; allora mi mostrerò alla tua anima, verrò lì con il Padre e lo Spirito Santo, ti insegnerò a trovarmi dappertutto, ad amarmi in ogni cosa.

(SEJ p.167-168)

Il Divino Maestro dà consigli preziosi su come essere fedeli tramite l’infanzia spirituale:

— “Mio Dio, rispose suor Eugénie, dimmi come posso essere sicura di esserti fedele nel mio dolore…

— Con la croce; do sempre la grazia sufficiente e persino sovrabbondante per portarla. Ma se vuoi un modo efficace per essere fedele nella sofferenza, segui la pratica dell’infanzia spirituale. Sii piccola con me, nel dolore, nella sofferenza, nella lotta, nella preghiera, sii piccola, obbediente e lasciati condurre, sopportando tutto con gioia e amore.”

(JVPJ p.34)

Un altro tesoro da meditare per non perdersi d’animo nella preghiera:

Una mattina, non riusciva a pregare:

“Mio Dio, disse, eccomi qui alla tua presenza; per più di un quarto d’ora sono qui davanti a Te, come una statua, incapace di trovare una parola da dirTi, incapace persino di fare un gesto d’amore: tutto nel mio cuore è arido, freddo e impotente. Vieni, Gesù, abbi pietà della mia miseria, fa’ in me ciò che non so fare.”

E Gesù rispose:

— “Perché, figlia mia, trovi cattivo ciò che io trovo buono? La preghiera della sofferenza e del sacrificio mi è più gradita della contemplazione. Abbraccia la mia volontà con il tuo cuore, qualunque essa sia: questa è la preghiera migliore, la più perfetta. Amo essere cercato, chiamato, desiderato dal cuore che mi ama! Se, durante l’orazione, persiste nel pregare, nel confidare, nell’abbandonarsi al mio amore, io vengo quando l’anima meno se lo aspetta… È l’arrivo dello Sposo nel cuore della notte: per questo la lampada, cioè il cuore della sposa, deve essere sempre pronta alla preghiera”.

Un altro giorno, disse ingenuamente:

— “Gesù, è così facile venire da te quando ci fai sentire la dolcezza della tua presenza; ma quando tu sparisci, nella tentazione, nella sofferenza, tutto è freddo, tutto è secco, e io non posso fare più nulla.

— Io parlo sempre all’anima fedele, rispose Gesù, e il mio silenzio stesso è un insegnamento.”

(SEJ p. 172-173)

Ogni insegnamento del Signore è come una perla preziosa. Leggendo in preghiera queste perle, il Divino Maestro aiuterà anche noi a crescere nell’infanzia spirituale!

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