Sito dedicato alla beata Eugénie Joubert

"28 anni di sorriso”

           In francese

Beata Eugénie, parlaci dell'infanzia spirituale!

Parte 6

Una piccola via di santità?

Alcuni pensano che l’infanzia spirituale sia abbandonarsi tanto da lasciar fare a Gesù.

Non dovremmo fare alcuno sforzo.

Altri pensano che sia una disposizione naturale di alcune persone.

Altri ancora pensano che sia una santità per i piccoli, per quelli che non sono ben capaci!

L’esempio della beata Eugénie ci mostrerà quanto siano errate tali concezioni.

E per cominciare, bisogna sottolineare che questa infanzia spirituale, così ben vissuta da nostra Suor Eugénie, non era davvero una naturale inclinazione del suo temperamento.  Al contrario, sappiamo che era razionale e che aveva un’anima di capo! Capirlo può aiutarci a penetrare l’eroismo della sua scelta, quando scriveva per esempio: “Voglio, ad ogni costo, far vedere le mie miserie, applicarmi per penitenzaannotiamo bene questa parolaalla pratica dell’infanzia spirituale” (Quaderno 36). Il nemico di ogni bene si sforza di rattristarla e di indebolirne lo slancio. “Il suo spirito ragionatore rifiuta di sottomettersi e vuole giudicare tutto, con l’ostinazione di una volontà che vuole dirigere se stessa, farsi una vita” (SEJ p.122).

 

L’eroismo della sua scelta dipende anche dal fatto che non era facile! Notiamo queste note del suo diario spirituale che rivelano che era una vera lotta e che lo scoraggiamento la tentava. Tuttavia la nostra Beata, con rinnovate decisioni, avanzava sulla via che la conduceva al Signore. Avrebbe avuto così grande desiderio, tuttavia, di essere “come un bambino che si abbandona senza calcolare né riflettere”, ma l’ideale intravisto sembrava sfuggire ai suoi sforzi. Ascoltiamola:

Devo cacciare, respingere ogni ragionamento, qualunque esso sia, che mi stringe, mi turba, mi impedisce di unirmi a Nostro Signore, di obbedire perfettamente… Obbedire ciecamente di cuore e di volontà, obbedire tanto meglio alla parola di direzione che mi è data quanto meno la capisco… È difficile, soprattutto quando mi sembra che dovrei fare esattamente il contrario: questa è la strada aperta davanti a me per andare al Signore. Non devo ostinarmi a voler passare da una finestra chiusa!” (SEJ p.122).

“Con questa obbedienza così difficile darò tutto a Nostro Signore, mi rinuncerò completamente, lasciando senza riserva la ricchezza della mia volontà, del mio giudizio proprio. E se voglio essere generosa in questa lotta, non mi accontenterò di respingere ciò che mi stringe, mi ferma, mi turba; andrò incontro a ciò che mi dilata, mi rallegra, mi dà fiducia” (SEJ p.123).

Ciò che gli dava coraggio: “Animarmi in questa lotta con il pensiero della salvezza delle anime” (Quaderno 32).

 

Ancora e sempre: coraggio, fiducia” – “Non ragionare, credere fermamente, senza dubbio; obbedire completamente. — Chi perde la sua anima per me, ha detto il Signore, la troverà. Ora, dare interamente a Nostro Signore ciò che Egli chiede con l’obbedienza è dare la propria vita, la propria anima” (SEJ p.124).

Più volte le sue note spirituali rivelano che l’infanzia spirituale non si colloca dalla parte di ciò che si sente ma richiede una scelta del più profondo dell’anima: “Si parlava, un giorno, della conferenza che si era svolta durante la mattina, una conferenza sulla fiducia: motivi di avere fiducia, difficoltà e ostacoli alla fiducia, ecc. Suor Eugénie, prendendo un’aria molto decisa, disse: ‘Voglio avere fiducia; perciò ho fiducia!’” (SEJ p.127).

 

Possiamo concludere con la sua poesia sull’infanzia spirituale che, in ciascuna delle sue sette strofe, ripete come un ritornello: “così voglio, nella mia miseria” (1 a strofa), “quindi voglio, lasciarmi andare” (3a strofa), “così voglio ad ogni alba” (6a strofa), “così voglio, tutta la mia vita (7a strofa).

Così, ora comprendiamo che se si parla di “piccola via”, è nel senso che è una via accessibile a tutti, ma ciò non esclude che coloro che la seguono debbano essere, come diceva Santa Teresa, al tempo stesso “bambini piccoli e guerrieri valorosi”: si tratta di voler piacere a Gesù e lottare per rinnovare questa decisione. A questo proposito, notiamo che Suor Eugénie usava talvolta un vocabolario quasi militare nelle sue note intime, così scriveva “devo armarmi nella lotta contro i miei difetti…” (Quaderno 20).

Una delle sue risoluzioni di ritiro è seguita dall’espressione “ad ogni costo” (Quaderno 19) o encora “la guerra è guerra” (Quaderno 25).

Riassumeva l’eroismo di questa lotta dell’infanzia spirituale ponendosi questo obiettivo: “essere coraggiosa in ogni cosa” (Quaderno 25).

“Ci vuole meno tempo che coraggio per fare un santo” (Quaderno 19).

La sua comunità era di spirito ignaziano. Alla scuola del suo fondatore, Suor Eugénie contemplava Gesù, il Re dei re che la invitava a combattere con Lui:

“Poi guarderò spesso il mio divino Capo camminare per primo in battaglia e non solo mi invita a combattere con Lui, ma anche Egli vuole combattere per me per insegnarmi la generosità che dice: avanti, a me il dolore, a me la sofferenza, sempre di più dare, mai dire basta” (Quaderno 25).

Madre Émilie Leperche, nella sua testimonianza, nomina proprio Suor Eugénie “intrepido piccolo soldato”. Uno dei libri scritti sulla nostra Beata si intitola proprio “Un’epopea di coraggio” ([Trad. nostra] – « Une épopée de vaillance, Sœur Eugénie Joubert », da una suora della sua comunità, Liège – 1927, Imprimerie Saint Gilles); tutto ciò rivela la grandezza d’anima della nostra cara suora per vivere la piccola via dell’infanzia spirituale!

Inizieremo ora un nuovo trittico che presenta ciò che è proprio dell’infanzia spirituale alla scuola della beata Eugénie. Il nostro itinerario sarà:

scoperta di un’infanzia spirituale guidata da Gesù stesso, un’infanzia spirituale alla scuola della Vergine Maria, un’infanzia spirituale in uno stile profondamente gioioso.

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