Sito dedicato alla beata Eugénie Joubert

"28 anni di sorriso”

           In francese

Beata Eugénie, parlaci dell'infanzia spirituale

Parte 4

“SOLO DIO!”

Il padre de Grandmaison [Padre Léonce de Grandmaison (1868-1927)] scrisse una bellissima preghiera che corrisponde benissimo alla nostra Beata:

“Santa Maria, Madre di Dio, conservami il cuore di un bambino, puro e trasparente come una sorgente. Ottieni per me un cuore semplice…”

(continuazione della preghiera: “… che non ama la tristezza. Un cuore magnifico che si dona, tenero e compassionevole. Un cuore fedele e generoso, che non dimentica il bene e non serba rancore per il male. Dammi un cuore mite e umile, che ami senza chiedere nulla in cambio, felice di lasciare il posto a un altro cuore davanti al tuo Figlio divino. Un cuore grande e indomabile che nessuna ingratitudine possa chiudere, che nessuna indifferenza possa stancare. Un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo amore e la cui ferita guarirà solo in cielo. Amen”

Nella sezione precedente, abbiamo paragonato la fedeltà alle piccole cose a ciò che fiorisce nell’anima di chi vive secondo l’infanzia spirituale… la purezza e la semplicità sarebbero allora come una sorgente che protegge e disseta questo fiore di montagna.

 

Questa fonte di purezza sorge dal Cuore di Gesù e di Maria. È una sorgente limpida e pura, così limpida e così pura!

Le parole, i gesti e l’intera vita di Gesù che scopriamo nel Vangelo sono caratterizzati da purezza e semplicità. Gesù chiama coloro che vogliono diventare suoi discepoli a essere come lui: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.” (Matteo 5:8) La purezza è l’assenza di qualsiasi mescolanza, di qualsiasi macchia, di qualsiasi peccato, ma è anche la pienezza della vita divina.

Per questo motivo lo Spirito Santo ispira l’angelo a salutare la Vergine Maria chiamandola “Piena di grazia” (Luca 1:28).

La beata Eugénie evoca questa pienezza del divino che richiede una lotta: “Voler dare tutto è divino; voler sacrificarsi è divino; voler dare sempre, voler amare sempre, è divino. Far uscire dal cuore tutto ciò che è umano per far entrare solo ciò che è divino. (Quaderno 16). Ecco la purezza dell’anima!

La semplicità è una virtù sorella della purezza, perché è una qualità che riflette l’autenticità, l’onestà e la trasparenza, nonché la dimensione di essere indivisi.

La beata Eugénie aveva il cuore di una bambina pura e semplice. Ripensando alla sua vita, riflette una purezza radicale. Quando era adolescente, si interrogò sulla sua vocazione, e non c’erano mezze misure: voleva essere o tutta per Dio o tutta per il mondo. A 19 anni, la sua risposta fu intransigente. Scelse Gesù come Amore della sua vita. “Ti scelgo come mio Re… per fare di te, in una parola, l’unico Maestro del mio cuore.” (SEJ p.127)

Fin dall’inizio della sua vita religiosa, lottò per dargli tutto il suo amore. “Tutto ciò che non è Dio solo o per Dio solo può alterare la purezza del cuore.” (SEJ p.116)

I suoi quaderni evidenziano il legame molto forte che stabilisce tra purezza e santità: “Dio solo, con Dio solo, ho la santità” (Quaderno 1)

In uno dei suoi quaderni di ritiro, riflette e medita sul fatto che i piccoli peccati contratti per abitudine (e non per debolezza) sono un ostacolo alla santità se non vengono combattuti con forza. Infatti, aggiunge,

“la santità è una purezza al di sopra di ogni purezza e in cui è impossibile la minima confusione… non ci sono vie di mezzo nel cammino della santità.” (Quaderno 7)

In una meditazione di ritiro sull’Incarnazione, si meravigliò dell’umiltà di Gesù e della purezza della Vergine Maria. Il Verbo incarnato è felice di riposare “in un tabernacolo così puro”. (Quaderno 28)

Infine, citiamo una grande e bella meditazione che la Beata ci offre in uno dei suoi quaderni di ritiro. Questa meditazione è impregnata di un testo di offerta di Sant’Ignazio utilizzato durante gli esercizi spirituali. [Preghiera di offerta a Dio Padre chiamata “Suscipe” (= “Ricevi” in latino): “Prendi, Signore, e ricevi tutta la mia libertà” da Sant’Ignazio di Loyola (1491-1556).] Da questa preghiera di offerta, la Beata Eugénie trasse un commento, rivolgendosi al Signore con uno stile molto suo e ispirato dal suo cuore puro come una sorgente che vuole donarsi completamente.

“Signore, per gratitudine ti dono tutto: prendi e ricevi tutta la mia libertà, la mia memoria, la mia intelligenza e tutta la mia volontà, il mio cuore e tutto me stessa; tutto ciò che ho e possiedo; tu me lo hai dato, a te, Signore, lo ridono; tutto è tuo, di tutto disponi secondo la tua volontà: dammi solo il tuo amore e la tua grazia; e questo mi basta. Sì, prendi tutto, mio divino Signore, la mia libertà; voglio essere schiava dell’amore, voglio essere incatenata dall’amore; prendi la mia memoria, voglio ricordare solo i tuoi benefici e la tua misericordia verso di me, che ti ho offeso così spesso! O mio Signore e mio divino Maestro, annega e brucia tutti i miei crimini nel fuoco del tuo amore, dimenticali per sempre!… Prendi anche la mia intelligenza; voglio conoscere solo te; voglio gustare solo il tuo Spirito, solo il tuo cuore; nascondi alla mia mente tutti i ragionamenti dell’amor proprio e della mia cattiva natura, e apri la mia intelligenza a tutto ciò che viene da te, dalle tue perfezioni, dal tuo amore per noi!… Prendi anche il mio cuore, o mio buon Maestro, questo mio povero cuore, perché sia tuo senza riserve.

Quanto tempo ha sprecato con la creatura! Perché non ti ha conosciuto e cercato prima, o divino Maestro della mia anima? D’ora in poi ti giuro che sono tua senza ritorno, ti dono tutto; la mia anima con tutte le sue facoltà, il mio corpo e tutti i suoi sensi, il mio cuore e i suoi affetti più cari; tu solo, o mio Gesù, sarai l’amore del mio cuore. Sai quanto fossi assetata d’amore per tutto il tempo in cui ho cercato la creatura, niente poteva saziarmi o soddisfarmi, e poi volevo qualcosa di puro, volevo l’amore più forte, ma volevo anche l’amore puro, quello che non contamina e che permette al cuore di dire sempre: ancora di più! Ancora più amore. Più abbandono di me stessa! Ancora di più come prova del mio amore!

O mio Gesù, ho trovato questo amore, ma ahimè, molto tardi! Tu solo sei tutto per me d’ora in poi; voglio solo te, il tuo amore, la tua gloria e la tua santa volontà.” (Quaderno 15)

Infine, parliamo della virtù della semplicità. La semplicità è così semplice che definirla può essere complesso! La beata Eugénie era semplice nel suo modo di essere, di parlare e di comportarsi. Non complicava le cose e non bloccava le situazioni, non interpretava un personaggio e non viveva in modo superficiale. Esprimeva chiaramente il legame tra la virtù della semplicità e l’infanzia spirituale:

“Essere una piccola, minuscola bambina, conservare e far crescere la semplicità dentro di me.” (Quaderno 20)

Leggendo e meditando alcune delle sue parole che parlano di semplicità, scopriamo gradualmente ciò che la Beata evocava usando questo termine. Uno delle sue risoluzioni durante il ritiro mostra che voleva far crescere in lei la virtù della semplicità:

Sarò in grado di ottenere una grande fiducia attraverso l’amore; l’amore nella semplicità di un bambino piccolo. Ogni amore ha una fede e la fiducia è il frutto della fede; quindi più amerò, più la fede crescerà nel mio cuore e, man mano che la fede cresca nel mio cuore, la fiducia diventerà sempre più grande. Tutto per amore, tutto con amore: Amate, amate, amate!” (Quaderno 32)

Vediamo che affrontava la semplicità in modo molto concreto come una qualità dell’amore. In un’altra risoluzione di ritiro scopriamo che ciò gli era stato consigliato dal suo Padre spirituale : “Conserverò sempre nel mio cuore ciò che mi disse il nostro beato padre Rabussier (Louis-Étienne Rabussier, della Compagnia di Gesù, 1831-1897, fondatore con Madre Marie Ignace Melin delle Suore della Sacra Famiglia del Sacro Cuore, a cui apparteneva la beata Eugénie):

Amate, amate molto, ma amate con la semplicità di un bambino, mantenete questa semplicità dentro di voi e fatela crescere. Siate un po’ bambini ovunque e sempre, è l’amore di un bambino piccolo che è il più generoso… Conservate la semplicità dei bambini che non dicono mai ‘perché’ ma sempre ‘sì’, che si lasciano portare dalla mamma e vedono solo la mamma.” (Quaderno 36)

In questa quarta parte abbiamo scoperto le “virtù sorelle” della purezza e della semplicità nella vita della beata Eugénie. Si tratta di virtù che la Beata si sforzò di sviluppare durante tutta la sua vita, sia grazie ai consigli ricevuti che alla lotta quotidiana. Un cuore puro, come abbiamo scoperto nei suoi scritti, è un cuore senza condivisione che vive di “Dio solo o per Dio solo”. Il cuore semplice di un bambino è il cuore che ci permette di amare con fiducia e ancora di più.

Cara beata Eugénie, vogliamo avvicinarci con te a questa fonte di purezza e semplicità che ci aiuta a crescere nell’infanzia spirituale e produce frutti così belli!

In conclusione: “O TUTTO o NIENTE con DIO!” (Quaderno 2)

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