Sito dedicato alla beata Eugénie Joubert

"28 anni di sorriso”

           In francese

Beata Eugénie, parlaci dell'infanzia spirituale

Parte 3

“Approfittiamo di tutto per santificarci.”

La fedeltà alle piccole cose è come il fiore che sboccia nell’anima di chi vive l’infanzia spirituale.

 

La vita di Nostro Signore Gesù è il modello più bello dell’importanza data alle piccole cose. Per trent’anni della sua vita, fece piccole cose con molto amore: spazzare la bottega di San Giuseppe, andare a prendere l’acqua al pozzo, piallare un mobile… consapevole che così facendo partecipava alla salvezza del mondo. Niente lezioni, niente miracoli, solo le piccole cose della vita quotidiana offerte per amore.

 

Una delle caratteristiche distintive della virtù di suor Eugénie fu sempre la perfetta fedeltà alle piccole cose, sull’esempio di Nostro Signore.

A guidarla su questa strada fu senza dubbio il padre Rabussier, il fondatore della sua comunità religiosa, la Sacra Famiglia del Sacro Cuore. Suor Eugénie emise i voti perpetui l’8 settembre 1897, il giorno della festa della Natività della Beata Vergine. Non a caso padre Rabussier avrebbe scelto questo testo di Matteo come Vangelo per la celebrazione: “Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” La festa della Beata Vergine Bambina portò il padre Rabussier a parlare di questa deliziosa piccolezza, che è un mezzo per entrare nel Regno dei cieli…

La beata Eugénie dava importanza alle piccole cose perché vedeva in esse una gratuità rivolta solo a Dio. Possiamo citare un esempio concreto raccontato da una novizia che stava formando:

“La nostra cara consorella sembrava volerci ispirare soprattutto a cercare solo il Buon Dio nelle nostre piccole funzioni. Un giorno mi portò nell’oratorio del Cuore Immacolato di Maria, della cui pulizia ero responsabile, e mi fece notare che mentre il parquet al centro era lucido e pulito, gli angoli bui erano grigi di polvere. Vede, disse, quando si pulisce e si cura ciò che tutti vedono, è quasi per il mondo; mentre i piccoli angoli sono solo per il buon Dio… Sento ancora la sua voce e non ho mai dimenticato quella semplice parola che la dipinge così bene.” (SEJ p.65)

Ma quali sono queste piccole cose a cui siamo invitati ad essere fedeli?

La beata Eugénie ci incoraggia a moltiplicare le piccole cose della vita quotidiana e a farle con grande amore… Per esempio, sistemare una piccola cosa dimenticata, fare correttamente il segno della croce, chiudere una porta senza sbatterla… Alla sua scuola, scopriamo che questi piccoli gesti causano a Gesù una grande gioia. Lei dà questa immagine molto eloquente:

“Una singola foglia su un albero è una cosa molto piccola, quasi nulla; ma tutte queste foglie insieme danno una bella ombra e formano un insieme piacevole…

Nello stesso modo, un piccolo gesto isolato sembra una cosa da poco, eppure quanta gioia possono procurare a Nostro Signore questi piccoli gesti, spesso ripetuti! Facciamo bene le piccole cose. Approfittiamo di tutto per santificarci!” (SEJ p.54)

 

“Tutto ciò che troviamo in questa vita, minuto per minuto, diventa un gradino sulla strada verso Dio, sempre più in alto.” (Quaderno 21)

Tra le piccole cose, non possiamo dimenticare, naturalmente, la fedeltà alla preghiera. A volte la nostra preghiera può essere arida; la stanchezza può farci desiderare di rimandarla a più tardi: tante grandi cose possono sembrare più urgenti… Anche qui la beata Eugénie ci dà una bella testimonianza di fedeltà alla vita spirituale. Quando la malattia, la fragilità e l’oscurità le facevano scrivere “impotente a pregare”, lei pregava, anche se non sentiva nulla, e con umiltà scriveva: “Ahimè, come stavo? Come un povero tronco, ma questo tronco voleva bruciare.” (SEJ p.218)

Suor Eugénie ci aiuta a scoprire che nulla è piccolo o inutile nella preghiera, anche quando è austera o quando un’altra attività ci tenta di rimandare questo esercizio spirituale a dopo…

“Fare le cose a tempo debito e non usurpare mai gli esercizi di pietà, anche se è solo per un minuto.” (Quaderno 35)

 

“Abbiamo il diritto di chiedere a Dio lo spirito di preghiera. Non dobbiamo accontentarci dell’ orazione e degli esercizi di pietà; la nostra giornata deve essere di preghiera continua. Se vogliamo, il lavoro e gli impieghi sono per noi una fervente preghiera, perché la preghiera non è altro che l’unione della nostra anima con Dio. A Nazareth si lavorava continuamente per le cose materiali, ma non si smetteva mai di pregare.” (Quaderno 37)

Le piccole cose sono gli atti di carità e le piccole attenzioni fraterne a cui era abituata. Nei suoi quaderni, la beata Eugénie ricordava

“le occasioni di privazioni presentate dalla carità! I piccoli lavori, le piccole sostituzioni, i piccoli fastidi: che ricchezza!” (Quaderno 21)

 

“Come era buona con noi, ricordavano le sue consorelle, faceva i nostri lavori quando una di noi era stanca.” Per quanto dimenticasse se stessa, pensava alle sue consorelle. (SEJ p.86) Anche durante la malattia, “aveva indovinato il modo per dare questo o quel piccolo piacere a una delle sue consorelle, e trovava la forza, nonostante la grande fatica, di creare una cornice, un’immagine, ecc.” (SEJ p.159)

Le piccole cose a volte possono essere piccole disponibilità. Ciò che potremmo chiamare la “spiritualità delle piccole occasioni”: queste piccole cose che tutti possono fare, ma che richiedono di rinunciare ai propri desideri o progetti… Ecco una testimonianza eloquente: quando fu il momento di decidere la fondazione di Saint-Denis, le Superiore si recarono a Parigi e vi rimasero per qualche tempo; al loro ritorno, erano tutte ansiose di rivederle.

“Una delle sorelle presenti racconta che il giorno dell’arrivo delle nostre Madri aspettavamo con legittima impazienza la ricreazione che ci avrebbe riunite per ascoltare i racconti del viaggio. Proprio quando la ricreazione stava per iniziare, ci fu bisogno di una suora che aiutasse a lavare i piatti. Suor Eugénie chiese spontaneamente e le fu affidato il compito di tapabucchi che amava tanto. Tornò nella sala comune solo alla fine della pausa, felice e contenta come se fosse stata presente all’intero colloquio.” (SEJ p. 39) La testimonianza di madre Émilie Leperche va nella stessa direzione: “Suor Eugénie si offriva per i piccoli lavori, gli imprevisti… Aveva lo spirito della piccola serva.” (SEJ p. 27)

Le piccole cose possono anche essere “i piccoli sacrifici che facciamo ogni giorno” di cui parla nei suoi quarderni. Non ha senso sognare un martirio al quale non siamo indubbiamente chiamati, o del quale siamo del tutto incapaci… Con molto buon senso, la Beata disse:

“Forse non avrò mai grandi sacrifici da offrire a Dio, ma dalla mattina alla sera posso immolare il mio cuore, il mio corpo e la mia anima per Lui, approfittando delle piccole opportunità che mi si presentano. Tutto ciò che mi costringe a rinunciare alla mia volontà offende la mia suscettibilità e colpisce la mia sensibilità; ogni contrattempo, incomprensione o fastidio è un’occasione per dare. Ogni occasione di sofferenza, in qualsiasi modo, è una freccia che mi arriva dal Cuore di Gesù; è lanciata dal suo amore geloso per risvegliare il mio. Voglio approfittarne sempre. (SEJ p.55)

 

Altrove si interrogava sui piccoli sacrifici: “Ma c’è qualcosa di piccolo quando è l’amore a darlo?” (SEJ p.238)

 

Attraverso l’obbedienza, sono chiamata a sacrificarmi in qualsiasi momento, a sacrificare la mia forza, la mia libertà, la mia volontà, il mio giudizio, e se Dio lo permette, posso avere la felicità di sacrificare la mia vita attraverso l’obbedienza!… Come devo essere fedele alle piccole cose, ai piccoli sacrifici; è attraverso questa fedeltà che Dio fa acquistare la grazia del martirio. Mio Dio, so bene di essere indegno di una grazia così grande; tuttavia, voglio assolutamente essere una martire per la tua gloria; voglio esserlo, non versando il mio sangue, se non sarà questa la tua volontà, ma morendo mille volte al giorno alla mia autostima, al mio giudizio, al mio cuore. (Quaderno 35)

Dare importanza alle piccole cose significa anche lottare contro i piccoli errori. Nei suoi quarderni, scriveva:

“quanti difetti derivano da abitudini che non combatto, da piccole passioni che non mortifico e da piccole illusioni per le quali rifiuto la luce.  Come questi piccoli difetti danneggiano l’amore di Gesù Cristo.” (Quaderno 3)

La beata Eugénie attribuisce così tanta importanza a questi piccoli peccati veniali che ci avverte:

“A causa di alcuni miseri peccati veniali che lei (la suora) non combatte, ogni santità è impossibile… La santità è assolutamente incompatibile con qualche piccolo peccato veniale di cui contraiamo l’abitudine (non intendiamo i peccati veniali che commettiamo per fragilità ma quelli di cui contraiamo l’abitudine).” (Quaderno 7)

Le piccole cose sono anche le piccole obbedienze che scandiscono la giornata. La beata Eugénie ci mostra che il prezzo di questa obbedienza è legato all’amore che abita in lei

Per un’anima religiosa, l’obbedienza e la volontà di Dio sono una cosa sola.” Come scrisse una volta suor Eugénie, “come un bambino piccolo è attratto da una noce, o una colomba da un ramo d’ulivo, così l’anima deve essere attratta da ciascuna delle volontà del Buon Dio. Non c’è nulla di piccolo in queste volontà, non c’è nulla di piccolo nella mia Regola, nell’obbedienza: la volontà di Dio è Lui stesso…. Perciò non devo trascurare nessuna di esse.Se un santo scendesse per qualche istante sulla terra dal cielo, cosa farebbe? Prima cercherebbe di conoscere la volontà di Dio e poi la metterebbe in atto con tutto l’amore di cui è capace, anche se questa volontà divina non consistesse in nulla di più che sollevare un filo di paglia o estirpare un’erbaccia. (SEJ211-212)

Nei suoi quaderni troviamo il suo desiderio espresso in questo modo:

“Essere sempre come un bambino per i piccoli permessi.” (Quarderno 11)

La terza strofa del suo poema è una vera e propria illustrazione dell’esperienza di obbedienza della beata Eugénie:

Come un bambino docile

Alla minima parola di sua madre

che sa come rendere tutto facile,

sorridendo del suo ingenuo entusiasmo;

Quindi voglio lasciarmi andare

Senza provare nessun disagio,

Quando la mia amorevole Madre

vuole portarmi tra le sue braccia.” (SEJ p.68)

Durante uno dei suoi ritiri, la beata Eugénie sottolineò l’importanza delle piccole cose nei suoi propositi e aggiunse “fare le cose più piccole in modo grande e nobile, farle in modo degno di Dio”. (Quarderno 36)

Non voler fare molto ed essere grandi, ma fare poco ed essere buoni. Di San Bernardo si dice che era straordinario nelle cose ordinarie… Fare ogni azione, anche la più piccola, con fervore, purezza d’intenzione e grande amore; fare tutto ciò che l’obbedienza comanda, ma farlo senza agitazione o scoraggiamento. Dio non guarda l’azione, ma l’intenzione.” (Quarderno 37)

È meraviglioso vedere che l’amore per le piccole cose, lungi dal chiudere l’anima della nostra Beata, le aprì orizzonti infiniti… Eugénie era un’anima di desiderio aperta sul mondo intero! La sua vita era orientata verso l’eternità. Come Santa Teresa di Gesù Bambino, aspirava a una missione universale.

Ascoltiamo le sue parole:

“Un Dio sconosciuto, migliaia di anime che non servono Dio… Come, in presenza di questo campo quasi infinito, ci si può limitare a un piccolo quadrato e passare la vita a pulire quel piccolo campo?… Lavorare non per il tempo, ma per l’eternità. In ogni lavoro, in ogni mansione, in ogni azione, possiamo essere apostoli quanto i più grandi missionari.” (Quarderno 37)

Perché in definitiva, come abbiamo visto, la santità non è una questione di quantità di lavoro, di parole o di sacrifici, ma dipende dalla qualità dell’amore che abbiamo per essa. Per concludere, citiamo una frase della nostra piccola Suora, che riassume molto bene come l’attaccamento alle piccole cose ci aiuta a crescere in santità attraverso l’infanzia spirituale:

“NULLA di ciò che richiede l’amore è PICCOLO!” (SEJ p.39)

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